Via del Falco 19
Tel.: 06.6867769

CUCINA: 31/40
AMBIENTE: 13/20
SERVIZIO: 14/20
PREZZO: 19/20
77/100
Gianni ti aspetta sempre lì davanti, con la sua inconfondibile barbetta. Se non sono liberi i sei tavolini all’interno ti indirizza ad uno dei tantissimi tavoli che occupano il marciapiede antistante, che sbarrano (solo di sera) l’entrata alle poste, che si appoggiano all’edicola conquistando un dehor. La gente immancabilmente è sempre in attesa del proprio posto, con pazienza, costanza e testardaggine. Così è da più di vent’anni…perché ? Perché Cacio e Pepe è un istituzione e se qualcuno non conosce ancora i suoi leggendari tonnarelli, solitamente, diventa oggetto di scherno come lo sventurato abitante di Marte in vacanza a Roma raccontatoci da Ennio Flaiano nella sua farsa capolavoro.
Scrivo quindi questa, probabilmente, superflua recensione per venire in aiuto di chi ancora non conosce questo covo di sbranatori di pasta all’uovo, di divoratori di polpettone, di fanatici della scarpetta.
I primi che propone hanno quasi tutti la base nei succitati tonnarelli che vengono serviti al pomodoro, alla gricia, all’amatriciana e superbamente alla carbonara. Secondo stagione si possono trovare alla boscaiola, primavera e ultimamente hanno fatto la loro comparsa la polenta con sugo e salsiccia e le lasagne. Un’alternativa ad un primo classico può essere l’ottima parmigiana di melanzane o lo sformato di patate e prosciutto.
I secondi sono più vari ed imprevedibili, secondo “l’estro dello chef” (una volta la mamma di Gianni, ora meritatamente a riposo) ma con storici capisaldi sempre presenti: polpettone, pollo alla cacciatora, bocconcini di vitello o tacchino al limone, polpette in umido, scamorza con prosciutto e funghi. Da provare il prosciutto porchettato, le costolette d’agnello impanate e le alici fritte. Contorni classici che di più non si può.
Niente dolci né caffè. Di tanto in tanto una discreta macedonia. Fattura “su richiesta”.
Vino, migliorabile, unicamente sfuso.
Una nota sul servizio: verso la fine degli anni ’90 la creatura di Gianni ebbe un meritato boom ma l’attenzione verso la clientela, anche la più affezionata, venne un po’ a mancare. Oggi il Nostro è rientrato in carreggiata, adeguando il numero di camerieri alla richiesta, e di questo non si può che essere contenti.
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Zelda
04-12-2008