Ultime gare del campionato F1 2008

L’esito di questo gran premio poteva essere predetto senza troppi timori di smentita. Lewis Hamilton l’ha vinto meritatamente e si avvia con altrettanta probabilità a vincere il campionato 2008.
Tifo Ferrari a parte, non ci sono grandi motivi perché il titolo non debba andare a lui, è indubbiamente un pilota di razza, uno che difficilmente si perde d’animo, aggressivo, capace di partire in testa e condurre la gara ma anche di partire da dietro e rimontare. La macchina e la squadra hanno dimostrato affidabilità e costanza maggiori delle altre scuderie. Il suo maggiore difetto è che ogni tanto Lewis perde sangue freddo e incappa in qualche errore gratuito, dovuto alla pressione di essere primo.
Poi interviene il personaggio che di suo sarebbe perfetto, giovane, di colore, carino, invece, e almeno in parte a ragione visto il campionato 2007, ci piace pensare che sia antipatico, fino al punto di crederlo anche un po’ scorretto. Ma la F1 è da sempre piena di campioni antipatici o ritenuti tali. Primo fra tutti Schumacher, ma anche di Raikkonen non si parlava bene prima che vestisse di rosso, senza contare il caratterino di Alonso.
Però quando a fine gara tutti si abbracciano e si complimentano reciprocamente tranne che con lui, il sospetto aumenta. Invidia no, non è credibile. E se persino il gigante buono Kubica (sarà davvero buono? Mi piace pensarlo così. E mi piace moltissimo il suo italiano con lieve accento romagnolo) parla male di Lewis, qualcosa dentro di noi gongola.
La mia scena ideale per questo gp, per esempio, sarebbe stata Hamilton bloccato davanti da Kubica, dietro da Raikkonen, con Alonso che lo speronava lateralmente costringendolo a uscire di gara, mentre Felipe si avviava trionfalmente alla vittoria. Forse un po’ troppo, lo so.
E a conti fatti non sarebbe stato neanche giusto, per la Ferrari non è stata una buona annata. Troppi errori tra squadra e piloti, ma di questo si sa ampiamente. I piloti sono stati i più deludenti, tra i black out di Kimi e un Felipe a cui non si riesce a dare pieno credito. Di più, sembrava quasi che la personalità e la grinta se la passassero una volta per uno, nel migliore dei casi. Oggi per esempio Kimi è stato dignitoso, Massa incolore.
Il campionato invece si è rianimato, i podi sono stati più variegati del solito, il ventaglio dei piloti che si sono potuti mettere in luce più ampio. Una speranza per il futuro? Dipenderà in minima parte anche dai circuiti, oltre che da tutto il resto, ma anche di questo si è già detto. Vedremo cosa ci riserverà Abu Dabi.
Questa varietà porta a un’ultima considerazione. Nonostante tutto quello che si è visto quest’anno, (Massa fermo a pochi giri dalla fine, bocchettoni del rifornimento che restano attaccati, ecc), e forse anche per questo, il distacco di Lewis da Felipe non è abissale, quindi quanto di meglio ci si poteva augurare, un campionato abbastanza equilibrato, aperto. Quei sette punti che l’anno scorso permisero quello che neanche osavamo sperare e che, non fosse altro per calcolo delle probabilità, non potrà ripetersi. Però, rispetto al 2007, siamo molto più disponibili a farcene una ragione.
Maddalena Libertini
20-10-2008
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