Via Giovanni Vitelleschi, 23
Tel: 06 68135297

CUCINA: 37/40
AMBIENTE: 17/20
SERVIZIO: 17/20
PREZZO: 10/20
Seppur il sottotitolo sul menù spieghi “carne e non solo”, Beef è, invece e fortunatamente, il regno della bistecca, anzi della Bistecca, quella con B maiuscola.. Il ristorante, su tre piani, piuttosto bello nei suoi spazi minimalisti bianchi, comodissimo con le sue poltroncine dove adagiarsi e molto piacevole per la musica di sottofondo (bassa), la luce delle candele e i quadri appesi alle pareti, della collezione privata di… Nancy Brilli (che ne è la proprietaria), si trova in una tranquilla traversa vicino a via Regina Margherita nel quartiere Salario/Parioli ed è un posto che consiglio vivamente di provare.
La mia passione, mi dicono politicamente scorretta, per la carne rossa, mi ci ha fatto tornare molte sere, anche a costo di dover un pochino risparmiare nei giorni seguenti.
Sono andato sempre in compagnia quindi posso testimoniare sulla preparazione di molti piatti. Io il più delle volte ho preso una fiorentina, o una costata, e basta. Enorme e solitaria: a me piace così.
I primi, rigatoni alla gricia o alla matriciana per esempio, e soprattutto i tanti antipasti come le panelle siciliane o gli involtini di melanzane sono, all’apparenza e all’assaggio, ottimi, un degno accompagnamento alla carne, se si fosse sicuri di non fermarsi, e anche i dolci non sono da meno, american-pub style ma assolutamente artigianali, semifreddo al caffè, tortino di cioccolato caldo, pasticcio di mele con gelato, molto burroso come la cheese cake, se ce la si facesse a continuare.
Comunque cercherò di essere più preciso nella descrizione dei vari tagli. Le fiorentine sono di tre tipi: chianina, la più cara, famosa e forse buona, molto venata ma magrissima, va cotta pochissimo; danese, ha il sapore più deciso, il surplus di grasso sul bordo e all’interno le dona quel gusto tendente al dolce, fra tutte quella che mi entusiasma un po’ meno; irlandese, delicatissima, tenerissima, leggermente più chiara, la mia preferita. Le alternative sono la costata argentina, ha un aroma molto forte al naso che si conferma al palato, più scura di aspetto delle altre qualità, pregiatissima per la provenienza “ruspante”, si può far cuocere di più della media, e la bistecca irlandese, straordinaria, praticamente una gigantesca entrecote con l’osso. Naturalmente di grandi dimensioni e di pari qualità sono anche le tagliate e i filetti (di angus argentino il migliore).
Vanno assolutamente menzionate le patate integrali, a fettine molto sottili, con la buccia e fritte in maniera perfetta.
La cantina è ben fornita e il sommelier presente, una volta tanto, serve a qualcosa. Si può bere alla mescita almeno una ventina di etichette e, fatto raro, sulla carta è ben evidenziata la possibilità del servizio di “wine-bag” in caso di rimanenza nella bottiglia.
D’estate c’è una veranda per mangiare fuori e a pranzo offre dei piatti alternativi e dei buffet a prezzi molto convenienti.
Per finire lancio un appello: a chi non piacesse la carne al sangue la ordini cottura media, a chi non piacesse neanche vederla un po’ rossa all’interno prenda quella adatta, opti per una costata argentina come detto, o una lombata di vitello o dei classici straccetti, ma mangiare una fiorentina, una tagliata, un filetto o una bistecca alta due dita cotta troppo, priva dei succhi, di una parte ancora rossa all’interno, bisogna rendersene conto, è come chiedere al cameriere degli spaghetti, “per favore cotti mezz’ora…”
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Zelda
14-05-2008