Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
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Lunedi chiuso

E' morto domenica mattina lo scrittore inglese James G. Ballard, dopo una lunga malattia. Aveva 78 anni. Ne ha dato notizia per prima Margaret Hanbury, il suo agente letterario. Considerato un autore di fantascienza, Ballard diceva piuttosto: "i miei libri descrivono la psicologia del futuro". Letterato in realtà a tutto tondo, in quindici romanzi e un buon numero di racconti Ballard ha aperto la strada alla cosiddetta fantascienza della mente, o dell' inner space, spazio interiore.
Cresciuto nella comunità di espatriati di Shangai, Ballard è noto ai più per un romanzo non fantascientifico, l'autobiografico L'Impero del Sole (portato con successo sullo schermo cinematografico da Steven Spielberg) che descrive l'esperienza di prigionia, sua e della sua famiglia, in un campo giapponese in Cina nella seconda guerra mondiale. Stabilitosi in Gran Bretagna, diventa scrittore a tempo pieno negli anni '60.
Le sue prime storie di SF appartengono al filone "catastrofico", sebbene siano scritte con uno stile e un punto di vista originalissimi: già in Vento dal Nulla (poi rinnegato), Il Mondo Sommerso, Terra Bruciata, La Foresta di Cristallo, cupa tetralogia apocalittica con i quattro elementi (aria, acqua, fuoco, terra) ad andare progressivamente fuori controllo causando una diversa possibile fine del mondo, o della civiltà, per ogni romanzo, quello che stupisce non è l'attenzione profetica al tema ecologico-ambientale, ma la progressiva mutazione della psicologia dei personaggi di fronte ad una catastrofe che avviene, per loro e per chi legge, inesorabilmente e al rallentatore. Un'idea di tempo alterata, di chiara ascendenza surrealista.
Ossessionato dal potere persuasivo dei mass media, dai suicidi eccellenti dello star system e comunque dalle vittime del sogno americano (Marilyn o James Dean) dalla psicopatologia (che trova uno sbocco collettivo, quasi una forma politica, nella guerra in Vietnam), dagli incidenti stradali,dalla pornografia, Ballard farà un cocktail pericolosissimo di tutti questi elementi in The Atrocity Exhibition (La mostra delle atrocità), tra l'altro vedendo lungo abbastanza da profetizzare l'elezione di Ronald Reagan a Presidente USA con più di dieci anni di anticipo. Nel 1970 Reagan era già in politica, Governatore della California, ma a Ballard interessava evidentemente il suo essere un pezzetto dell'industria dello spettacolo prestato alla politica. L'esercizio del potere (vero, occulto) attraverso le icone residue dalla fabbrica dei sogni. Marci. Ci ricorda niente?
La perturbante miscela di incidenti d'auto e pulsioni sessuali spostate sarà ripresa in Crash, del '73, portato sullo schermo 23 anni dopo da David Cronenberg in una pellicola dalla resa discontinua che se non altro ha avuto il merito di far esplodere una controversia, e riaccendere un interesse difffuso intorno allo scrittore.
A noi piace ricordare una più antica liason Cronenberg-Ballard, non dichiarata, camuffata ma ancora piuttosto palese: quella tra il romanzo High Rise (1976) e il film Il Demone Sotto la Pelle. (1978) L'opera prima di Cronenberg deve molto a Ballard: stessa ambientazione (un enorme condominio-residence, isolato, ipertecnologico e apparentemente autosufficiente) e stesse conseguenze (un sovvertimento anarchico - in senso però primordiale e distopico - della civiltà per come la conosciamo). Il regista canadese inserisce nel quadro rivoltanti lumaconi-parassiti che penetrano nel corpo dei condomini, annientano i loro freni inibitori e li lasciano in preda a una frenesia sessuale indifferenziata , che a sua volta ha l'esito di diffondere e moltiplicare i lumaconi di cui sopra. Se non altro può dire di aver fatto un film non sull'Aids, ma sulla paura dell'Aids, prima che l'Aids venisse scoperto. Nel Condominium ballardiano non c'è nessun parassita da laboratorio. Gli uomini medi che vanno progressivamente fuori di testa e combattono tra loro, inizialmente con alleanze quasi tribali, poi tutti contro tutti, in un clima dominato dalla paranoia pura, sono parte di un'equazione che può avere solo quell'epilogo, e non ne sono consapevoli. Per esserlo, dovrebbero prendere come avvertimento quei segni di "ordinaria" nevrosi a cui siamo tutti più o meno rassegnati, quasi fosse un corollario inevitabile del vivere moderno.
L'ultimo romanzo pubblicato da Ballard è Kingdom Come (2006), amaramente satirico, mentre è dello scorso anno l'autobiografia Miracles of Life.
Adriano Lanzi
20-04-2009
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