CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?

Usa, Francia 2008
Un film di Mathieu Kassovitz
Con: Vin Diesel, Melanie Thierry, Michelle Yeoh, Lambert Wilson
Sceneggiatura: Eric Besnard, Mathieu Kassovitz
Fotografia: Thierry Arbogast
Montaggio: Benjamin Weill
Sembrano passati secoli da Metisse (1993) e L’odio (1995), i primi due film, potenti, francesi, indipendenti, a basso costo, di Mathieu Kassovitz. Questo nuovo film è l’esatto contrario: fiacco, hollywoodiano, milionario, chiaramente costruito per sfondare al botteghino, o se non altro tentare.
Babylon A.D., ambientato in un futuro prossimo, vede protagonista Toorop (Vin Diesel), mercenario senza scrupoli, almeno apparenti, che è incaricato di trasportare in meno di una settimana una ragazza, di nome Aurora (Melanie Thierry), e la sua tutrice, Suor Rebecca (Michelle Yeoh), da un monastero in Mongolia al centro di New York, dove però gli sarebbe impedito di entrare per dei crimini commessi in passato. Aurora inoltre è dotata di poteri speciali (anche culturali, parla circa una ventina di lingue diverse) dovuti ad una malattia batteriologica di cui è affetta.
Da questo incipit si sviluppa una trama (troppo) complessa che svelerà come il compito di Toorop sia parecchio più difficile del previsto: molte persone hanno dei forti e decisi motivi per non far giungere la ragazza sana e salva sull’isola di Manhattan.
Tratto dal lunghissimo romanzo fantascientifico di Maurice Dantec "Babylon Babies", Kassowitz cerca di comprimere il tutto per venire incontro agli obblighi che gli “studios” pretendono dai loro stipendiati: primo, ormai, stare sotto le due ore di durata per film destinati ad un target di ipervitaminizzati adolescenti americani. E se il regista, anche co-sceneggiatore, riesce in parte ad imporsi nella costituzione del cast, Gerard Depardieu e Charlotte Rampling sono della partita, e nei primi minuti del film, il cui sguardo rivolto verso un mondo marginale non rimane in superficie, risultando inusuale in un film del genere, altrettanto non si può dire per il resto.
Purtroppo, la trama si sviluppa intrecciata come un nido di rondini: non ha alcun senso e non trasmette nessuna suspense. Diesel, fisico muscoloso come pochi, supportato da un timbro vocale particolarmente virile, occhio spento come il primo Eastwood, è senza dubbio uno degli attori feticcio del cinema più adrenalinico di quest’ultimo decennio, ma l'incapacità espressiva dei suoi muscoli facciali, è un problema che Kassovitz (che non è Sergio Leone) non è riuscito a superare. La pur bella Melanie Thierry/Aurora poi è una delle più ridicole eroine degli ultimi anni, costretta ad interpretare un personaggio con una personalità da concorrente di telequiz.
Sostenendo che le interferenze di "cattivi produttori" gli hanno impedito di fare anche una sola scena, come egli avrebbe voluto il regista ha detto di recente in una intervista online "Sono molto infelice per il film".
La pensiamo allo stesso modo.
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Pietro Cattaneo
30-10-2008
CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?