Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso

Creativeroom Art Gallery
3 – 27 marzo 2008
Via Tommaso Campanella
Ingresso libero
06 39728186
Il terzo autore che la Creativeroom Art Gallery presenta nei suoi spazi espositivi è Andrea Marostegan, pittore di suggestive dimensioni, perché paesaggi sarebbe riduttivo. Sulle sue tele si sciolgono quasi a riposare colori evanescenti, che compongono forme familiari, facilmente riconoscibili, evocate senza fretta dal passato di Marostegan.
Le ombre colorate diventano allora tasselli di un sogno, terre lontane anche dal mito, danze cromatiche o intimi abbracci. Diventano riflessioni silenziose, provocazioni carnali, momenti di pura e incontaminata libertà.
Sulla tela di Marostegan c’è la tutta la tradizione del pittore che sceglie di guardare più lontano, oltre, nella febbrile ricerca di quel paradiso perduto, eppure doverosamente promesso. Dal Grand Tour a Gauguine, da Puvis a Matisse, dal doganiere a Marostegan, che rientra a pieno diritto nella schiera dei sognatori, individui ancora capaci di respirare l’aria rarefatta dell’onirico.
Perché sono sogni quelli che dipinge: Guatemala nel suo incanto assume i contorni della quiete, condizione sopita o forse dimenticata; Mama è la donna che veglia e sorregge, è la sicurezza di un sostegno perenne, memoria di tradizioni lontane nel tempo; Harmonium Night è la comunione degli amanti nell’ora più tarda, l’incontro che non ammette inibizioni, la rottura segreti che l’occidente condanna pubblicamente e coltiva in privato.
Né mancano piccoli giochi tra il colore e la parola, come Green Space, omaggio ai piaceri della vita già da molto ormai etichettati; come anche Siberian Weed, esercizio di natura morta con foglie di marijuana in bella mostra. Curioso come questa pianta spicchi in molte delle composizioni (vedi Blu Mountains, cartolina di un viaggio lontano, o Fithing for Weed Situation, incontro-scontro senza apparente fine alla luce della luna piena, nella più classica delle reminiscenze ancestrali).
E paesi di fragole e mare, dove è ancora l’amore materno che risuona al centro della composizione. Andrea Marostegan espone lavori di paesi lontani, ma non irraggiungibili, terre che rimangono a portata di mano sulle pareti della Creativeroom e con un po’ di immaginazione.
Un doppio orizzonte che inchioda sulla tela passioni, gesti e tensioni
rendendole innocue, come cristallizzate.
La pitura di Andrea Marostegan esprime un fantastico campionario di forme
umane e vegetali senza apparenti gerarchie di genere o di racconto,
accomunate però da quel senso di reciproca estraneità che connota la
dimensione onirica di tanta parte dell'avanguardia artistica.
E' il suo un personalissimo "espressionismo orfico" giocato sul colore
sovrano, materia viva che coagula sulla tela in pennellate larghe e pastose
e poi, d'un tratto, diviene fluida e traslucida fino alla consistenza
preziosa del vetro soffiato.
Materia che isola e neutralizza, stemperandole in vivaci cromie, le linee
sinuose e avvolgenti con cui Marostegan descrive il suo paradiso perduto, o
forse solo sognato, non senza una sottesa, convincente inquietudine
interiore.
Matteo Olivieri
28-02-2008
Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187