All The Saints - Fire On Corridor X

Terzetto da Atlanta autore di un buon disco che soprattutto contiene al suo interno due veri gioielli che possono far scommettere bene per il futuro

All The Saints - Fire On Corridor X

"Fire On Corridor X"
(Touch And Go)
Voto: 7
2008

 

 

 

 

 

Una volta c’erano le All Saints che facevano un pop commerciale comunque rispettabile rispetto alle varie colleghe che si muovono, o meglio sculettano, su questo profilo musicale.

Ora invece ci sono gli All The Saints, un terzetto di stanza ad Atlanta ma proveniente dalla Georgia, sempre negli Usa.

 

Questi ragazzi possono subito vantare di esordire con la prestigiosa Touch And Go, fondamentale label dell’indie e del noise a stelle e strisce da oltre un ventennio, e giungono a questo appuntamento con un bel disco di lisergico indie rock che si ispira ad elettrici maestri come Black Rebel Motorcycle Club, My Bloody Valentine, Truly, Jesus And Mary Chain.
Il tutto poi lo si deve fondere con la vena melodica che si poteva rintracciare nello splendido (e sottovalutato) album primo dei Verve “A storm in heaven”, ed un’idea la si può ricavare.

 

A dire il vero “Fire On Corridor X” parte con brani d’impatto chitarristico che si ascoltano volentieri ma non è nulla che faccia sobbalzare dalla sedia.

Si procede ancora con episodi di giusta grinta tra le sei corde distorte, effettate e psichedeliche ed un cantato armonioso e mai urlato, insomma un ascolto gradevole ma niente più.

 

Poi però succede qualcosa, e più precisamente quando dopo la scarna esecuzione acustica di “Leeds” (che insieme all’altro brano “Sheffield” sono probabilmente una sorta di saluto a due città inglesi i cui gruppi sono elementi di passati ascolti della formazione), parte in maniera improvvisa e violenta la title track con un incedere teso, violento e denso di pathos.

E’ una canzone che lascia annichiliti anche quando dopo i potenti riffs si termina con un rallentamento ritmico sempre ipnotico che fa da apripista alla suggestiva “Outs”, un episodio di struggente bellezza e drammaticità che evoca propri lontani nostalgici ricordi, magari accompagnati anche da qualche lacrima.

Un brivido incredibile ancor più stimolato dalla valida interpretazione del cantante-chitarrista Matt Lambert, autore di un’esecuzione penetrante e con un falsetto nel ritornello “torcibudella”.

 

Solo per questi due brani non bisogna perdere l’ascolto degli All The Saints che, a loro modo, sono riusciti a realizzare un piccolo miracolo che potrebbe essere ancor più mastodontico se il gruppo nel futuro ripartirà dall’elevato tenore di questa sequenza compositiva.

 

Intanto una bella promessa da tenere d’occhio.

 

Myspace


Gianluca Polverari


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