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Il chimico svizzero Albert Hoffman è morto alle 9 del mattino del 29 aprile, nella sua casa di Burg, nei pressi di Basilea, alla veneranda età di 102 anni. Membro del Comitato per il Nobel, della Società Internazionale della Ricerca sulle Piante e della Società Americana di Farmaceutica, e collega dell'Accademia Mondiale delle Scienze, Hoffman è noto soprattutto per aver scoperto/inventato la Dietilamide dell'Acido Lisergico, o LSD. Era stato inserito nell'ottobre 2007 nella classifica dei 100 geni viventi, in prima posizione, a pari merito con Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web. Lo scienziato ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici di grande rilievo, e numerosi libri tra cui il famoso LSD: Il mio bambino difficile, che descrive il suo leggendario giro in bicicletta del 19 aprile 1943 (quando sperimentò su di sè gli effetti dell'ingestione di 250 µg di LSD-25, sostanza che aveva sintetizzato per la prima volta nei laboratori Sandoz cinque anni prima, mentre compiva esperimenti sugli alcaloidi della segale cornuta, cui aveva aggiunto un gruppo di dietilammidi). Come tutte le grandi scoperte fu una cosa semifortuita, con conseguenze imprevedibili.
La sua "creatura", presentata ad Harvard, destò l'interesse di intellettuali (come Aldous Huxley) psicologi e psichiatri, che negli anni '50 ne constatarono la capacità di sciogliere i nodi nevrotici di un gran numero di pazienti. Ebbe un impatto enorme sulle scienze, la politica, la musica, il costume e la cultura tutta del ventesimo secolo. Nella seconda metà degli anni '60 le autorità occidentali bandirono l'ellesseddì come sostanza proibita. Alla luce certamente dei rischi connessi a un suo uso indiscriminato, irresponsabile o privo dell'adeguata preparazione del terreno psicologico di chi la consuma. Ma anche a causa, con ogni probabilità, del suo effettivo potenziale come strumento di autoconoscenza, liberatorio, rivoluzionario nel senso più intimo e creativo del termine.
Va detto comunque che lo stesso Hoffman, senza dubbio una mente meravigliosa anche senza LSD, pur continuando ad assumere periodicamente acido, con disciplina e rigore lungo l'intero arco della sua lunga vita, fu sempre risolutamente contrario al culto tutto hippy dello sballo di massa, all'idealizzazione del trip come panacea, dell'acido come una sorta di nuova eucarestia. Memorabile infatti la sua polemica con Timothy Leary, tra i più discussi personaggi della controcultura anni '60. Hoffman lo accusò apertamente di promuovere presso migliaia di giovani (spesso emotivamente non pronti) il consumo sconsiderato e pericoloso di LSD, e per di più di far questo al solo scopo di farsi pubblicità. Guardando da una certa distanza la parabola del movimento hippy, e soprattutto la storia personale e il carattere di un personaggio come Leary, viene voglia di dar ragione al vecchio professore. E' bene ricordare poi che la CIA, all'insaputa del Dottor Hoffman e prima che il governo degli Stati Uniti muovesse contro le droghe psichedeliche una guerra cieca e insensata quanto il loro uso puramente ricreativo, stanziò per alcuni anni un fondo di svariati milioni di dollari per investigare le potenzialità della sostanza come arma di controllo mentale, in un progetto di ricerca esteso e eticamente scorretto (è il meno che si possa dire) denominato MKULTRA.
Hoffman e il suo "bambino difficile" restano di diritto tra i grandi artefici, più che protagonisti, della nostra cultura, della nostra contemporaneità.
Adriano Lanzi
30-04-2008
Un lucidissimo Dr.Hoffman parla delle sue esperienze con l'LSD
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