Sogno una Notte di Mezza Estate - Globe Theatre
il Globe Theatre diretto da Proietti presenta anche quest'anno la commedia Shakespeariana più famosa per la regia di Riccardo Cavallo

La stagione teatrale del Globe di Villa Borghese inizia con "Sogno di una notte di Mezza Estate", per la regia di Riccardo Cavallo. Lo spettacolo rimarrà in cartellone fino al 13 luglio.
Nella migliore tradizione del Teatro Elisabettiano, il Globe offre delle sistemazioni piuttosto scomode, in quanto in platea ci si siede per terra, mentre in galleria su tribune di legno alte e prive di appoggi per piedi e schiena. Lo diciamo perché - paradossalmente - la situazione di disagio fisico cui non siamo abituati, regala un'ampliamento dei sensi, che rendono la fruizione degli spettacoli più "partecipata". Insomma, il piede addormentato, i dolori di schiena, la sciatica che si infiamma e il collo bloccato sono i benvenuti, perché l'arte esige sacrifici. Tanto va di moda proporre lacrime e sangue, in questo periodo...
Dopodiché, lo spettacolo: è il secondo anno che la compagnia la propone, ed è un successo annunciato: i testi Shakespeariani sono sempre una garanzia, (complimenti a Simona Traversetti per la traduzione, poetica, musicale e indovinata) e non tradiscono; il terrore era di trovarsi di fronte ad un adattamento "alla napoletana" del testo, cosa che è puntualmente avvenuta, ma la scelta è parsa intelligente, efficace ed elegante. La scuola napoletana si presta bene alla resa scenica dei ritmi della commedia e Nick Bottom (qui ribattezzato "Nick Chiappa") - il bravo Gerolamo Alchieri si è preso gli applausi più scroscianti, insieme Alla fata Cristina Noci, che con un gioco di Clownerie magistrale ha cambiato l'anima - un po' piatta - del personaggio originale, ravvivandolo e donandogli grande vitalità.
Il testo ha mantenuto intatte alcune delle formule Shakespeariane, sempre emozionanti all'ascolto. La trama è quella di una commedia amorosa, ed è perfetta negli intrecci, fatto salvo il meccanismo narrativo tra Teseo ed Ippolita: quest'ultima si presenta in scena all'inizio della rappresentazione con una forte tensione nei confronti di Teseo, reo di averla presa con la forza; nel corso della seconda parte, ricomparirà, mansueta, a suo fianco (poi lo sposerà), senza che nella rappresentazione sia accaduto nulla per giustificare questo radicale mutamento di atteggiamento. Da sottolineare anche la bontà dell'idea di affidare il commento musicale a grandi arie di lirica (Tu Che m'hai preso il Cuor su tutte), e anche la discreta prova canora di Oberon (l'unica dello spettacolo). Per il resto, la commedia scorre piacevole, la recitazione è serrata, la compagnia palesemente "oliata" nei movimenti di palco. Le battute sono strette, la commistione con il dialettale ben riuscita e gli attori tutti molto bravi. La regia di Cavallo si muove in una scenografia semplice e spartana, che però è arricchita da giochi di luce di sapore minimalista molto indovinati, che insieme alla macchina per il fumo donano alla commedia quel senso onirico da cui è permeata. Solo che avremmo preferito che anche i banchetti del Globe fossero stati "Della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni".