14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

Jasmina Reza, la migliore drammaturga francese vivente, apertamente di sinistra, propone a Nicolas Sarkozy di ‘convivere’ per l’ultimo anno della campagna elettorale verso le presidenziali francesi. Lui, imprevedibilmente, accetta.
Jasmina per un anno lo segue tra dibattiti, incontri e comizi (una serie di non-luoghi: camerini bianchi, lamiere, corridoi, hangar…), quadernino in mano e sguardo sospeso tra la curiosità, l’ammirazione e il disincanto.
L’alba la sera o la notte è il risultato di questo tempo condiviso, ed è un piccolo gioiello, fuori da ogni convenzione letteraria.
Si, perché Jasmina Reza riesce nel miracolo di non parlare di politica, riesce a rimanere lontana anni luce dal giornalismo (anche quello buono…) e offre al lettore quello che solo la letteratura può offrire: l’intensità dello sguardo.
Così i suoi appunti su Sarko diventano pagina dopo pagina una riflessione sul tempo, sulla letteratura stessa, sul rapporto che intercorre tra chi scrive e chi ‘è scritto’, sul potere e sul successo.
Mentre Sarko corre da una città all’altra inseguendo la sua ossessione di vittoria, lei lo guarda e cerca di scorprire cosa c’è sotto la pelle: un uomo infantile, egocentrico, intelligente, capace di insospettate profondità alternate a tutta la superficilità dell’uomo d’azione. Un uomo onesto, furbo, fragile.
Chi cerca in questo libro delle risposte ‘ideologiche’ rimarrà deluso. Nella scrittura di Jasmina tutto evapora e si scontorna, non è dovere della letteratura stabilire chi sono i buoni e i cattivi.
Jasmina Reza racconta quasi una muta e paradossale storia d’amore, e riesce a dare la sensazione che sia una storia d’amore ogni storia, tanto è forte il legame tra chi guarda e chi è guardato.
La scrive, questa storia, con colpi di pennello lunghi e furiosi, anarchici, simili per intensità e forma espressiva a una tela di Pollock. Libera da ogni convenzione letteraria, mischia senza sosta una citazione a un’immagine, una riflessione a una cronaca, fino a trovare un quadro d’insieme nel quale Sarkozy, i suoi collaboratori, Jasmina stessa, sono perfettamente chiari, finiti, veri.
Ho capito la grandezza di questo piccolo libro ieri, vedendo Sarkozy in un telegiornale: ho avuto l’istinto di alzare il telefono e chiamarlo, tanto avevo la sensazione di conoscerlo da sempre. E questo, ne sono certo, non mi sarebbe mai successo dopo aver letto un reportage giornalistico. Perché dove il giornalismo spiega, la letteratura evoca. E solo l’evocazione ha la forza della realtà.
Nicola Ravera Rafele
25-01-2008
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870