JCVD
(Mabrouk El Mechri)

Van Damme eroe sfigato è la vera chicca del Festival di Roma. Da non perdere.

JCVD
(Mabrouk El Mechri)

JCVD

 

Francia 2008

Un film di Mabrouk El Mechri

Con: Jean Claude van Damme, François Damiens

Sceneggiatura: Frederic Benudis, Mabrouk El Mechri

Fotografia: Pierre- Yves Bastard

Montaggio: Kako Kelber

 

FESTIVAL DI ROMA 2008- L'ALTRO CINEMA

 

Viene dalla Francia e dalla sezione “L’altro cinema” la vera chicca del Festival di Roma. “JCVD” (Jean Claude Van Damme) è l’acronimo che dà il titolo al film nel quale l’omonimo protagonista di mille battaglie a colpi di arti marziali e pura cattiveria, si trova coinvolto in una rapina di sfigati. Qui Van Damme interpreta sé stesso low profile in una piccola storia costellata di auto ironia e meta-cinema. Lo stile black comedy viene ulteriormente rafforzato dalla destrutturazione narrativa che ci porta a scoprire mano a mano, ma senza scervellarci, come è andata veramente la vicenda. La pellicola gioca con i luoghi comuni del genere action e il povero Van Damme, ormai a 47 anni suonati, si ritrova fuori dallo star system. Una star decaduta che fatica a trovare parti disponibili (memorabile la battuta su Steven Seagal che gli soffia un contratto promettendo di tagliarsi il codino) al quale viene tolta la figlia per essere stato giudicato diseducativo, che ritorna in Belgio dove continua ad essere una star assoluta. Il suo trovarsi vittima di una rapina organizzata da balordi lo costringe in un territorio inconsueto dove, lui che ha combattuto nemici di tutti i generi, fatica, da uomo normale, a tirarsi fuori dai guai, provocando nel pubblico l’attesa incessante che faccia esplodere un po’ dei suoi calci sui nemici. Insomma, Van Damme che gioca a fare sé stesso sfigato sarebbe già un motivo per vedere questo film, in più è sorprendente scoprire che è anche un attore di tutto rispetto tenendo in pugno tutta la commedia da indiscusso protagonista circondato da abili e brillanti comprimari. Premetto che di questo regista, Mabrouk El Mechri non avevo mai visto nulla anche se si tratta già del quinto film. Rispetto magari ad un opera prima si evidenzia infatti su tutto lo svolgimento, sia narrativo che tecnico, una mano abilissima per giocare coi generi e con i toni unita ad una sceneggiatura che solo a raccontarla è un piccolo gioiello. Insomma è il film inaspettato che il Festival di Roma ogni anno tira fuori nelle sezioni parallele (ricordo un meraviglioso e mai distribuito “This is England” alla prima edizione) e il pubblico divertito ed entusiasta ricorda quello che seppe apprezzare “Pranzo di ferragosto” nelle sue proiezioni veneziane. Urge una distribuzione tricolore. Se ci siete tirate un calcio volante!

 

 

 


Tommaso Capolicchio


29-10-2008

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